Quante volte ti è capitato di avere mal di testa nella tua vita? Forse poche, forse molte. Sta di fatto che resti uno dei disturbi più frequenti nella popolazione mondiale.
Cominciamo subito.
Cos'è il mal di testa.
Il mal di testa, che in ambito sanitario si chiama cefalea, è un dolore localizzato all'interno del capo o nella parte superiore del collo. Si presenta in diverse forme e in diverse sedi.
Le cause.
I processi che causano le cefalee non sono ancora del tutto noti. Sappiamo che sono coinvolte strutture sensibili agli stimoli dolorosi nelle zone di testa e collo: muscoli, nervi, arterie e vene, tessuti sottocutanei, occhi, orecchie, seni paranasali e mucose.
È noto però che quasi mai il mal di testa è provocato da un'unica causa. Nella maggior parte dei casi è il risultato dell'interazione tra predisposizione genetica, cause interne all'organismo e fattori scatenanti, cioè gli stimoli che innescano l'episodio.
Come riconoscerlo dai sintomi.
Il sistema più usato per classificare le cefalee è la Classificazione Internazionale delle Cefalee, che le divide in primarie, secondarie e una terza categoria molto ampia che comprende nevralgie, disturbi vascolari e altre condizioni.
Le cefalee primarie sono la forma più comune, e non sempre hanno cause immediatamente identificabili: nella maggior parte dei casi sono legate ad abitudini di vita, reazioni ormonali o fattori ambientali. Sono tre le principali.
Cefalea tensiva
È la forma più comune e relativamente meno dolorosa. Dipende principalmente dalla contrazione involontaria e continua dei muscoli di nuca, fronte, tempie, collo e spalle, associata a condizioni di tensione.
È spesso correlata a stress, ansia, tono dell'umore basso, o a posture mantenute troppo a lungo. Il dolore è bilaterale e costrittivo, il classico "cerchio alla testa", spesso nella regione posteriore del cranio. Se il tuo caso somiglia a questo, ti consiglio anche la guida su cervicale, ansia e stress.
Emicrania
È il secondo tipo più comune, colpisce prevalentemente le donne e può presentarsi anche in età infantile. Il dolore è più intenso della tensiva e di natura pulsante: esordisce lentamente, su un solo lato, coinvolgendo la regione frontale sopra l'occhio e la tempia.
Un attacco può durare da quattro ore a tre giorni. La causa esatta è ancora sconosciuta, ma la teoria principale ipotizza un'origine neurovascolare. Tra i fattori scatenanti: squilibri ormonali, alimenti ricchi di zuccheri, scarsa igiene del sonno, cause ambientali, astinenza da caffeina, fumo e alcol.
Cefalea a grappolo
È la forma meno comune, ma la più severa. Il dolore è intenso, trafittivo e lancinante, quasi sempre unilaterale e sempre sullo stesso lato durante un attacco.
Gli attacchi sono frequenti e ravvicinati, e possono durare da due settimane a tre mesi. Ogni episodio dura da 15 minuti a 3 ore. Spesso si associa a lacrimazione, arrossamento dell'occhio, abbassamento della palpebra e congestione nasale.
Sembra siano implicate alterazioni ormonali e nervose con coinvolgimento dell'ipotalamo, e questo spiegherebbe perché gli attacchi si presentano con una cadenza così precisa. Se il quadro somiglia a questo, la valutazione di un neurologo non è opzionale: esistono terapie specifiche molto efficaci.
Le cefalee secondarie.
Come dice la parola, sono secondarie ad altre condizioni: rappresentano il sintomo di qualcos'altro. Le più comuni sono sinusite, faringite, otite e trauma cranico.
Ma possono essere causate anche da condizioni gravi, e per questo non vanno trascurate quando si associano ad altri sintomi allarmanti. Vediamo quali.
Quando preoccuparsi.
La grande maggioranza dei mal di testa non è pericolosa. Ma ci sono situazioni in cui serve una valutazione medica subito, e vale la pena conoscerle:
Fuori da questi casi, quello che segue è la parte su cui puoi lavorare tu.
Quattro cause ricorrenti. Qual è la tua?
Stress, sonno, postura mantenuta, alimentazione: nei mal di testa tornano sempre queste quattro. Il Lifestyle Checkup è gratuito e in pochi minuti ti dice quale pesa di più nel tuo caso specifico.
Cosa fare.
Se ci hai fatto caso, tralasciando le condizioni più gravi, nelle cause dei vari tipi di mal di testa tornano sempre gli stessi fattori:
- stress
- posture mantenute troppo a lungo
- alterazioni del sonno
- alimentazione
E questo è un grande vantaggio, perché sono tutti fattori legati allo stile di vita: significa che possiamo agirci sopra.
Ma prima serve capire quale sia la causa scatenante nel tuo caso. E come si fa? Ti basta osservare quando compare.
Sull'alimentazione una nota: gli zuccheri sono un nutriente molto infiammatorio, e tra i vari effetti aumentano anche la probabilità di episodi di mal di testa.
Sulla postura, invece, la precisazione che faccio sempre: non è la postura in sé a causare dolore, ma il fatto di mantenerla per troppo tempo. Questo porta a squilibri muscolari e tensioni che possono generare il mal di testa. Ne ho parlato nella guida sulla postura corretta.
Chiaramente puoi avere un mix di queste condizioni: sappiamo per esempio che lo stress influenza anche la postura. Sta a te fare un piccolo auto esame e capire cosa scatena il tuo.
Le tecniche più efficaci.
Alcuni studi ci mostrano che esistono tecniche molto efficaci per ridurre gli stati tensivi e aumentare la nostra tolleranza al dolore. Nello specifico due:
- La gestione del respiro
- La meditazione
Ebbene sì. Due tecniche tanto semplici quanto sorprendentemente efficaci, associate a innumerevoli benefici, tra cui la gestione di ansia e stress e la tollerabilità al dolore. Alcuni studi le correlano perfino a una minor probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari.
Per la respirazione, la versione guidata con il ritmo scandito la trovi nella guida sui sintomi fisici da ansia e stress.
E se il tuo mal di testa viaggia insieme alla cervicale, ne ho parlato anche qui:
Una parola sui farmaci.
Ho aperto dicendo che i farmaci non dovrebbero essere la prima scelta, e lo confermo: se prendi un antidolorifico ogni volta senza mai guardare cosa scatena gli episodi, stai solo spegnendo l'allarme.
Detto questo, c'è una cosa che va saputa: l'uso frequente di antidolorifici può generare esso stesso mal di testa. Si chiama cefalea da abuso di farmaci, e compare quando si superano regolarmente le dieci o quindici assunzioni al mese. Se ti riconosci in questo, non smettere di colpo da solo: parlane con il tuo medico, perché la sospensione va gestita.
In conclusione.
Riconoscere il tipo di mal di testa è il primo passo, capire cosa lo innesca è il secondo, e agire sullo stile di vita è quello che fa la differenza nel tempo.
Non è veloce come una pillola. Ma è l'unica cosa che cambia la frequenza degli episodi, invece di limitarsi a spegnerli uno per uno.
Ci leggiamo alla prossima,
Rob 🙂
Trova il tuo fattore scatenante.
Il Lifestyle Checkup è gratuito e richiede pochi minuti. Ti fa le domande giuste su sonno, stress, movimento e alimentazione, e ti dice quale leva pesa di più nel tuo caso.
Fonti
- Headache Classification Committee of the International Headache Society. The International Classification of Headache Disorders, 3rd edition. Cephalalgia, 2018;38(1):1-211.
- Martin PR. Stress and primary headache: review of the research and clinical management. Current Pain and Headache Reports, 2016;20(7):45.
- Gu Q, Hou JC, Fang XM. Mindfulness meditation for primary headache pain: a meta-analysis. Chinese Medical Journal, 2018;131(7):829-838.
- Diener HC, Holle D, Solbach K, Gaul C. Medication-overuse headache: risk factors, pathophysiology and management. Nature Reviews Neurology, 2016;12(10):575-583.